CLOSE UP WOMEN SHOES 7 S-S 2012

La primavera-estate 2012 si preannuncia come una stagione ricca di carattere in cui i designer ripensano le forme classiche della calzatura femminile e si cimentano sfidando forza di gravità, equilibrio e proporzione.

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La scarpa, quindi, mette da parte il suo aspetto puramente funzionale per trasformarsi di volta in volta in scrigno, feticcio o poliedro tagliente e sfaccettato. In passerella si alternano zatteroni hippy e dettagli techno, comodi plateaux rubati ai look rigorosi dell’ultima guerra e decorazioni coquettes delle audaci protagoniste della Belle Époque. Il tutto attualizzato e arricchito di nuova verve, colori e materiali da indossare e da esibire.

Con un pizzico d’irriverenza, molti modelli si dotano di ali e di inserti fiammeggianti che protendono dal tallone,

primo fra tutti quello proposto da Miuccia Prada, ispirato alle roboanti vetture degli anni ’50 dagli spoiler affilati, seguito dalle creste appuntite dei sandali di Custo che ricordano il dorso di una creatura mitologica e dagli scintillanti stivaletti Unique pensati per una dea dell’Olimpo. Visionario e regale, il tacco è scolpito, intarsiato e cesellato, pronto a sorreggere il peso del piede affidandosi alle decorazioni tribali di Donna Karan e ai fregi di Roberto Cavalli. C’è chi invece, come Jean-Paul Gaultier e Alexander McQueen, sperimenta la forza del vuoto proponendo ankle boot del tutto privi di tacco, che si ergono però da una vetta di quattordici centimetri.

Oltre ai numerosi sandali gioiello, ricercatissimi tanto nell’estetica quanto nella struttura, spopolano i modelli retati all’insegna del vedo-non-vedo, gli stiletti open-toe di Dolce & Gabbana sono lavorati all’uncinetto con finiture in vernice, mentre gli stivaletti proposti da Jil Sander hanno intrecci Thonet e stringhe sul retro. Garbati sandali lady-like

prediligono le lavorazioni a canestro di John Galliano e il gioco tra pieni e vuoti dei trafori di Fendi.

Una tavolozza ricca di colori inattesi, densi e vibranti si impossessa dei sandali bi-colore che giocano su contrasti forti e decisi, composti da intrecci psichedelici di fasce e cinturini dall’effetto caleidoscopico; verde e viola metallico per Mary Katrantzou, turchese e arancione per Issa London, nuances acide e fluo per le décolletées Casadei con tacco a spillo in contrasto. Trasformata in nuovo materiale nobile, la plastica esce dall’ambito del design e delle citazioni di epoca sixties per diventare elemento integrante della scarpa, declinata in versioni ibride. Così i sandali ultra-piatti di Chloé si emancipano dal gusto etnico e si trasformano in avveniristici calzari, i plateaux di Versace sono glaciali e monolitici come un iceberg, i tacchi in plexiglas di Sergio Rossi assumono le esotiche sfumature di un cocktail tropicale.

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